PSCL - Piano Spostamenti Casa-Lavoro

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La TRM Engineering fornisce il supporto alle aziende per la redazione del Piano Spostamenti Casa-Lavoro.

Il Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro è l’espressione generale usata per indicare l’insieme delle misure rispondenti ai bisogni di un sito ben specifico, animate a promuovere scelte di spostamento più sostenibili dal punto di vista ambientale e meno basate sull’indiscussa convenienza dell’uso dell’auto individuale. Il PSCL riguarda lo sviluppo di un set di meccanismi, iniziative e obiettivi che nel loro insieme possono aiutare l’organizzazione aziendale a ridurre l’impatto degli spostamenti e dei trasporti sull’ambiente, portando anche un numero di altri benefici all’organizzazione aziendale così come agli impiegati e allo staff.

Lo sviluppo di un piano degli spostamenti richiede l'analisi dell'offerta di trasporto presente nell'area di analisi, la conoscenza dei comportamenti e dei desideri dei dipendenti che compiono gli spostamenti sistematici e la conoscenza delle politiche aziendali in merito all'organizzazione lavorativa e alle politiche di investimento economico gestionale degli aspetti legati alla mobilità. TRM Engineering fornisce gli strumenti e le competenze per analizzare tutti questi ambiti al fine di suggerire possibili soluzioni che maggiormente si avvicinano alle intenzioni dei soggetti interessati (azienda e dipendenti).

Il PSCL è riconosciuto come uno strumento, a disposizione della Azienda, utile per ottimizzare gli spostamenti casa-lavoro con importanti riflessioni positive sia sulle condizioni del traffico, sia sulla qualità dell’aria nelle aree urbane, grazie al disincentivo nell’uso del mezzo di trasporto privato in favore di modi di trasporto più sostenibili dal punto di vista ambientale.

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Breve quadro di riferimento normativo

A livello nazionale, il DM 27/03/1998 “Mobilità sostenibile nelle aree urbane” è stato il primo passo del Governo Italiano per rispettare l’impegno assunto con la firma del Protocollo di Kyoto.

Le politiche ambientali in Italia sono il punto di arrivo di un processo iniziato con l’approvazione della Direttiva Comunitaria 96/62/CE del 27 settembre 1996 “Consiglio - in materia di valutazione e di gestione della qualità dell'aria ambiente” per il miglioramento della qualità dell’aria nelle aree urbane, a cui è seguita l’approvazione del Decreto Ministeriale del 21 aprile 1999, n.163 “Regolamento recante norme per l'individuazione dei criteri ambientali e sanitari in base ai quali i sindaci adottano le misure di limitazione della circolazione” con cui sono stati individuati i valori limite delle emissioni da traffico.

Successivamente, tale decreto è confluito nel Decreto Ministeriale del 2 aprile 2002 n. 60 “Recepimento della direttiva 1999/30/CE del Consiglio del 22 aprile 1999 concernente i valori limite di qualita' dell'aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo e della direttiva 2000/69/CE relativa ai valori limite di qualita' dell'aria ambiente per il benzene ed il monossido di carbonio” con le quali si trasferiscono alle regioni le competenze per la definizione dei piani di Risanamento della Qualità dell’Aria, all’interno delle zone classificate a rischio di inquinamento.